LA SECONDA GUERRA PERSIANA

LA BATTAGLIA DI TERMOPOLI E DI SALAMINA

Dopo la sconfitta dei Persiani Atene poteva considerarsi al sicuro?

Sebbene i Persiani fossero stati sconfitti durante la prima guerra persiana, Atene non poteva considerarsi al sicuro: i Persiani desideravano vendicarsi sia per l'aiuto che Atene aveva dato a Mileto, che per la sconfitta subita.

Un altro motivo di timore era dato dal fatto che Atene riceveva il grano dal Mar Nero: zona questa controllata completamente dall'impero Persiano. Quindi vi era anche il rischio di non ricevere più approvvigionamenti e di essere ridotta alla fame.

Quali altri motivi spingevano i Persiani ad attaccare Atene?

A spingere i Persiani ad attaccare Atene vi era anche Ippia, figlio di Pisistrato, che era stato cacciato da Atene e che viveva presso la corte del re Persiano Serse, successore di Dario.

Cosa fece Atene per fronteggiare questi rischi?

Per fronteggiare questi rischi Atene iniziò:

  • a costruire 200 navi, dette triremi;
  • a realizzare il porto di Pireo che potesse resistere ad un attacco per via mare.

Questi due fattori furono cruciali per la vittoria della seconda guerra persiana.

Quando iniziò la seconda guerra persiana?

La seconda guerra persiana ebbe inizio nel 480 a.C., 10 anni dopo la battaglia di Maratona.

Quali furono i principali avvenimenti della seconda guerra persiana?

Due furono i principali avvenimenti della seconda guerra persiana:

  • la battaglia delle Termopoli;
  • la battaglia di Salamina.


Seconda guerra persiana

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Come si svolse la battagli delle Termopoli?

Il re persiano Serse decise di attaccare la Grecia sia per terra che per mare.

A Sardi, in Asia Minore, furono concentrati circa 400.000 uomini che partirono via terra per la Grecia. La flotta, invece, si occupò del trasporto dei rifornimenti. Infatti, le navi persiane non sarebbero state in grado di trasportare un così grande numero di uomini.

Serse stesso si pose alla guida della spedizione.

Partiti da Sardi i soldati si diressero verso la Grecia passando per l'Ellesponto, gli attuali Dardanelli, che fu attraversato su un ponte di barche costruito sullo stretto. Quindi i soldati proseguirono diretti ad Atene.

Le città greche si allearono dando vita alla lega ellenica: a Sparta fu affidato il comando dell'esercito, mentre ad Atene fu affidato il comando della flotta.

L'esercito greco non era numeroso come quello persiano e avrebbe potuto rappresentare il punto debole della lega

L'esercito spartano non attese che i Persiani arrivassero ad Atene, ma li attaccarono alle Termopoli, nel 480 a.C. Qui si trovava uno stretto varco tra i monti nel quale passava una strada che conduceva alla Grecia centrale. L'esercito spartano, guidato da Leonida si scontrò con quello Persiano resistendo per alcuni giorni. Traditi da un greco, gli spartani furono accerchiati e presi alle spalle: fu così che si ritrovarono circondati dai nemici.

Vista la disfatta, Leonida fece allontanare la maggior parte dei suoi uomini e rimase, con pochi di loro, a combattere fino all'ultimo e sacrificare la vita piuttosto che fuggire. Alla fine i Persiani ebbero la meglio e poterono entrare nella Grecia centrale.

Come si svolse la battaglia di Salamina?

Gli Ateniesi, allora scapparono rifugiandosi nell'isola di Salamina, di fronte al porto di Pireo. La flotta ateniese, comandata da Temistocle, fu posta davanti all'isola a difenderla.

Quando i Persiani giunsero ad Atene la trovarono abbandonata e la saccheggiarono e bruciarono.

Fu allora che, di fronte all'isola di Salamia, si svolse lo scontro tra la flotta ateniese e quella Persiana.

I Persiani, pensando di avere la vittoria in pugno, bloccarono le navi ateniesi. Queste ultime dettero però battaglia e risultarono molto più agili e veloci rispetto alle grandi navi dei Persiani soprattutto in uno specchio di mare così piccolo come quello nel quale avvenne lo scontro. In poche ore la flotta persiana fu sconfitta.

Privati delle navi che portavano loro i rifornimenti e pressati dall'esercito spartano, i Persiani si ritirarono a Tebe, città neutrale nello scontro.

Serse tornò in Persia, mentre in Grecia rimase solamente l'esercito persiano che fu sconfitto dai Greci nel 479 a.C. a Platea.

Sempre nel 479 a.C. la flotta persiana, ancorata a Micale, nell'isola di Samo, fu affrontata e sconfitta dalla flotta ateniese.

Che ruolo ebbero i triremi nella seconda guerra persiana?

I triremi ateniesi erano navi guidate da rematori disposti su tre file per parte. Essi avevano uno sperone subacqueo la cui funzione era quella di sfondare gli scafi delle navi nemiche.

I triremi nella seconda guerra persiana si rivelarono molto utili per gli Ateniesi perché erano molto più agili e veloci rispetto alle grosse navi persiane.

Quali furono le conseguenza della sconfitta dei Persiani?

Dopo la sconfitta dei Persiani, per molto tempo, il mar Egeo fu sotto il controllo delle città greche e in particolar modo di Atene che aveva subito i maggiori danni dalla guerra, ma che divenne anche la più potente flotta militare della Grecia.

Cosa dimostrarono le guerre persiane?

Le guerre persiane dimostrarono che alcune piccole città, dotate di un esercito e di una flotta modesti, ma profondamente gelose della propria libertà ed indipendenza, riuscirono ad avere la meglio su un esercito numeroso e potente: la volontà e la convinzione di lottare per un ideale fu più forte di qualsiasi difficoltà.

 
 
 


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