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Le trasformazioni economiche a Roma dopo le guerre di conquista

 Il latifondo e la mano d'opera servile

 

 
Le guerre di conquista, incisero sull'economia romana?

 

Le guerre di conquista, incisero profondamente sull'economia romana portando notevoli trasformazioni.

Qual era la situazione economica a Roma prima delle guerre di conquista? Prima delle guerre di conquista l'economia romana si basava soprattutto sull'agricoltura e sulla pastorizia.

Si coltivavano, in modo particolare, cereali che servivano al sostentamento della popolazione.

La vendita dei prodotti agricoli, non era facile per la mancanza di una rete stradale di trasporti che permettesse l'arrivo di tali beni sui principali mercati. I trasporti, all'epoca, avvenivano a cavallo o con buoi, ed erano lenti e costosi. Quando era possibile si preferivano i trasporti fluviali e quelli marittimi che permettevano di trasportare grandi quantità di merci a costi molto inferiori.

Le attività industriali e commerciali erano molto limitate.

 

Come le guerre di conquista modificarono l'economia romana? Tre fattori furono fondamentali nel cambiamento dell'economia romana dopo le guerre di conquista:
  • il degrado delle campagne;
  • le grandi ricchezze che giunsero a Roma come bottino di guerra proveniente dalle province.

 

 

Perché le campagne erano in abbandono e quali conseguenze ebbe tutto ciò?  Durante le lunghe battaglie condotte dai Romani, i piccoli proprietari terrieri erano stati costretti ad abbandonare le campagne per andare a combattere. Tornando trovarono i loro campi incolti.

Inoltre, mal pagati per il servizio militare prestato, ed esclusi dagli aristocratici dalla divisione del bottino, si ritrovarono spesso sommersi dai debiti che le loro famiglie avevano dovuto contrarre per vivere.

Il grano da loro prodotto non era più conveniente: dalla Sicilia e dall'Africa giungevano cereali a prezzi molto contenuti ottenuti con la manodopera degli schiavi.

Per potersi risollevare i piccioli agricoltori avrebbero dovuto smettere di coltivare grano e convertire le piantagioni in vigne e uliveti ben più redditizi, ma non disponevano dei capitali necessari per effettuare queste trasformazioni.

Per poter pagare i debiti,  i piccoli agricoltori finirono col vendere i loro terreni a volte a prezzi stracciati.

In alcuni casi restavano a lavorare i campi come braccianti, con paghe bassissime, altre si trasferivano in città in cerca di fortuna dando così vita al fenomeno dell'urbanesimo. In città conducevano una vita molto misera ricevendo delle elargizioni di grano dallo Stato o vivendo grazie all'appoggio di qualche famiglia potente e vendendo il proprio voto al miglior offerente.

 

Com'era l'urbanismo dell'epoca? L'urbanesimo dell'epoca era un urbanesimo parassitario, fatto di tanti poveri che avevano dovuto lasciare la campagna perché privati delle loro terre, ma anche di avventurieri, gente senza mestiere pronta ad approfittare di situazioni di disordine.

 

Quale altra conseguenza ebbe l'impoverimento dei piccoli proprietari terrieri?

 

L'impoverimento dei piccoli proprietari terrieri portò come ulteriore conseguenza la difficoltà di reclutare soldati nell'esercito. 

Fino a quel momento, infatti, essi erano i principali componenti dell'esercito. Tuttavia, la Costituzione di Servio Tullio, stabiliva che i nullatenenti fossero esclusi dalla milizia. Quindi, una volta che i contadini divennero nullatenenti non potevano più entrare a far parte dell'esercito.

Quali conseguenze si ebbero in seguito al grande afflusso di ricchezze giunte a Roma in seguito alle guerre di conquista?

 

Il grande afflusso di ricchezze giunte a Roma in seguito alle guerre di conquista finì con l'arricchire ulteriormente gli aristocratici.

Costoro, più degli altri, avevano tratto beneficio dalla spartizione dei bottini di guerra.

Inoltre, per legge, la maggior parte delle terre conquistate in battaglia appartenevano allo Stato e formavano l'agro pubblico.  Tali terre venivano, teoricamente, distribuite tra tutti i cittadini romani in cambio del pagamento di una modesta tasse. Di fatto, però, esse non andarono a beneficio degli ex-combattenti o della plebe, ma finirono nelle mani di un numero limitato di famiglie che costituiva la nobiltà e che avevano finito col considerare questi terreni come di loro proprietà.

 

Quali conseguenze si ebbero in seguito all'aumento degli schiavi?  Durante le guerre di conquista Roma aveva ridotto molti nemici in schiavitù. Ad esempio, nei primi decenni del II secolo a.C, intere tribù di Liguri furono deportate.

Questi schiavi costituivano una grande disponibilità di manodopera il cui lavoro non costava quasi nulla.

 

In che modo tutto ciò modificò l'economia romana? La nobiltà, disponendo di denaro proveniente anche dai bottini di guerra, riuscì a comprare a buon mercato i terreni dell'agro pubblico e quelli dei contadini ridotti alla fame.

In poco tempo, questi terreni finirono nella mani di poche famiglie: alle tante piccole proprietà terriere si sostituirono i grandi latifondi, immense proprietà spesso adibite a pascolo o lasciate a boschi.

Il fenomeno del latifondo assunse proporzioni enormi, mentre si assisteva ad una drastica riduzione della classe contadina sostituita, nel lavoro dei campi, dagli schiavi.

 

 

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