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La guerra contro Giugurta

 Caio Mario e la guerra numidica

 

 
Cosa accadde nel regno di Numidia durante la III guerra punica? Nel regno di Numidia, durante la terza guerra punica, il re Massinissa morì e gli succedette il figlio Micipsa, fedele alleato di Roma.

Egli aveva due figli, Aderbale e Iempsale e un nipote Giugurta che era stato educato insieme ai cugini.

Alla morte di Micipsa, nel 118 a.C., egli aveva disposto che gli succedessero i due figli, ancora giovani, e il nipote.

 

Perché scoppiò la guerra contro Giugurta? Tra gli eredi iniziarono subito dei contrasti.

Giugurta, per impadronirsi di tutto il regno, fece uccidere Iempsale, mentre Ardebale scappò a Roma dove chiese aiuto al Senato.

 

Cosa decise di fare il Senato? Giugurta, ricuscì a corrompere molti nobili. Di conseguenza il Senato, anziché prendere le difese di Ardenale verso l'usurpatore, decise di dividere il regno di Numidia in due parti:
  • quella occidentale assegnata a Giugurta;
  • quella orientale assegnata ad Ardebale.

 

Come reagì Giugurta alla decisione di Roma? La decisione di Roma non piacque a Giugurta che, ne 112 a.C., decise di attaccare Ardebale nella sua capitale Cirta (l'attuale Costantina).

Cirta fu assediata e Ardebale venne ucciso.

Giugurta divenne, così, il re di tutta la Numidia

 

Guerra contro Giugurta



Quale episodio determinò l'intervento di Roma? Durante l'assedio di Cirta vennero uccisi anche molti mercanti Romani ed Italici che risiedevano nella città per ragioni commerciali e che si erano schierati dalla parte di Ardebale.

Questa vicenda provocò il sorgere di contrasti a Roma.

L'oligarchia avrebbe tranquillamente lasciato le cose così com'erano, mentre i cavalieri e la plebe erano convinti che la nobiltà avesse avuto un atteggiamento di debolezza dovuto al fatto che essa si era fatta corrompere da Giugurta.

 

Come reagì il Senato?

Di fronte all'accusa di corruzione, il Senato decise di mandare in Africa un esercito guidato dal  console Lucio Calpurnio Bestia

Costui, però, invece di attaccare Giugurta, concluse con lui la pace nel 111 a.C. facendo sospettare che anche egli  fosse stato corrotto dal re.

 

Quale reazione si ebbe a Roma di fronte all'accordo tra Giugurta e Calpurnio Besta? Di fronte all'accordo tra Giugurta e Calpurnio Besta, si ebbero grandi proteste da parte del popolo e dei commercianti: i primi stanchi della dilagante corruzione, i secondi preoccupati per i loro interessi.

Per questa ragione furono riprese le ostilità contro Giugurta, ma senza grandi risultati.

 

Cosa decise di fare, allora, Roma?

 

Allora Roma, in seguito alle proteste popolari, decise, nel 109 a.C., di mandare in Africa il console Quinto Cecilio Metello che riuscì a sconfiggere l'avversario.
Quale fu la mossa successiva di Giugurta? Giugurta non accettò la resa incondizionata. 

Egli si alleò con Bocco, suo suocero e re della Mauritania, proseguendo così la guerra.

 

Cosa era avvenuto, nel frattempo, nell'esercito romano?

 

Nel frattempo, nell'esercito romano, era stato eletto console nel 106 a.C. Caio Mario, luogotenente di Metello che si era già distinto in Spagna combattendo con Scipione.

Caio Mario era capo del partito popolare. Egli apparteneva alla classe dei cavalieri,  ma proveniva da una famiglia che non aveva mai rivestito cariche pubbliche: per questo era  considerato l'uomo nuovo (homo novus) estraneo alle logiche del potere.

Già prima della nomina a console Caio Mario era stato tribuno della plebe ed era divenuto molto popolare perché aveva fatto approvare alcune leggi che avevano come scopo quello di limitare la corruzione elettorale.

 

Come finì la guerra numidica? La guerra numidica si concluse con la sconfitta di Giugurta, nel 105 a.C. grazie anche all'aiuto del questore Lucio Cornelio Silla che convinse Bocco a tradire Giugurta e a consegnarlo nelle mani dei Romani. 

 

Quale fu uno dei motivi principali del successo militare di Caio Mario? 

 

Uno dei principali motivi del successo militare di Caio Mario fu la riforma del reclutamento.
Cosa rappresentò questa vittoria per Roma?

 

Questa vittoria rappresentò, per Roma, l'apertura di nuove vie per i suoi traffici e l'aumento della sua influenza in Africa.

 

 

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