LA CONQUISTA DELLA GALLIA

CESARE CONQUISTA LA GALLIA

Come era divisa la Gallia ai tempi di Cesare?

Ai tempi di Cesare, nella zona meridionale della Gallia, vi era la Gallia Narbonese che si estendeva lungo il Mediterraneo e fino ai Pirenei e che era una provincia romana come la Gallia Cisalpina che corrispondeva all'incirca alla Pianura Padana.

Tutto il resto della Gallia era indipendente ed era divisa in tre parti:

  • a Nord c'era la Gallia Belgica, dove vivevano i Belgi;
  • al centro c'era la Gallia Celtica, dove vivevano i Celti;
  • a Sud-Ovest c'era l'Aquitania, dove vivevano gli Aquitani.


Divisione della Gallia all'arrivo di Cesare

Come era la situazione nella Gallia?

La Gallia Narbonese aveva subito un rapido processo di romanizzazione.

Il resto della Gallia era un paese povero, barbaro e bellicoso. Vi vivevano diversi popoli, separati gli uni dagli altri, privi di una organizzazione unitaria, e dediti all'agricoltura e alla pastorizia.

Quale fu l'episodio che permise a Cesare di intraprendere la conquista della Gallia?

L'episodio che permise a Cesare di intraprendere la conquista della Gallia si presentò nel 58 a.C. quando gli Elvezi (abitanti dell'attuale Svizzera) minacciavano i territori degli Edui. Questi ultimi chiesero aiuto a Cesare che era da poco giunto nella Gallia Narbonese.

Cesare colse l'occasione al volo e ne approfittò per entrare nella Gallia Celtica, sconfiggere gli Elvezi e mettere sotto la sua protezione quelle popolazioni che si sentivano in pericolo per le continue invasioni di genti che vivevano al di là del Reno.

Come proseguì la conquista della Gallia da parte di Cesare?

La conquista della Gallia da parte di Cesare proseguì con la sconfitta degli Svevi, popolazione di origine germanica, guidata da re Ariovisto che minacciava anch'essa gli Edui.

Cesare appariva così come un difensore dei Galli contro i Germani e questo gli permise di stabilire un buon rapporto con molte tribù galliche. Parte della Gallia celtica entrò sotto il controllo di Roma.

Tuttavia alcune popolazioni rifiutavano l'amministrazione romana: erano i Belgi, i Veneti, i Nervi.

Come reagì Cesare nei confronti di queste popolazioni?

Cesare approfittò di questo rifiuto per intraprendere una decisiva azione di conquista che lo portò, nel 56 a.C., ad impossessarsi dei loro territori.

Molti furono i nemici uccisi in battaglia e altrettanti quelli venduti come schiavi.

Perché Cesare decise di rinnovare il patto con Pompeo e con Crasso?

Le vittoriose campagne militari avevano fatto di Cesare un uomo potente e di grande prestigio, ma il Senato gli era ostile.

Quest'ultimo preferiva sostenere Pompeo che sembravaessere maggiormente un uomo rispettoso delle regole.

Per questo Cesare pensò di rinnovare il patto con Pompeo e Crasso in modo da avere insieme quella forza che nessuno dei tre possedeva singolarmente. Il suo obiettivo era quello di farsi rinnovare, per un altro quinquennio, il proconsolato in Gallia in modo da avere il tempo di conquistare tutto il territorio gallico.

Per ottenere questo obiettivo aveva bisogno anche che il Senato aumentasse il numero delle legioni a sua disposizione.

Così Cesare si incontrò a Lucca, nel 56 a.C., con Pompeo e Crasso per stringere con loro un nuovo patto.

Quali furono le condizioni dell'accordo concluso a Lucca tra Cesare, Pompeo e Crasso?

Con l'accordo concluso a Lucca tra Cesare, Pompeo e Crasso si stabilì:

  • che a Cesare venisse prorogato, per altri 5 anni, il proconsolato;
  • che il consolato venisse attribuito, per l'anno successivo, a Pompeo e Crasso;
  • che successivamente all'anno di consolato, venisse assegnato il proconsolato per 5 anni:

  • a Pompeo in Spagna;
  • a Crasso in Siria. A quest'ultimo venne dato anche il comando della guerra contro i Parti.

Cosa rappresentò il convegno di Lucca?

Il convegno di Lucca rappresentò una vera e propria divisione del potere tra i tre uomini politici.

Cosa accadde al termine del consolato di Pompeo e Crasso?

Al termine del consolato di Pompeo e Crasso:

  • Pompeo rimase a Roma, per tenere sotto controllo la capitale, non fidandosi eccessivamente di Cesare e Crasso. Egli inviò in Spagna dei generali di sua fiducia;
  • Crasso partì per la Siria. Egli non si rivelò un grande condottiero, infatti fu sconfitto dai Parti e morì in battaglia nel 53 a.C.

Qual era la situazione in Gallia quando Cesare vi fece ritorno?

Quando Cesare fece ritorno in Gallia, nel 56 a.C., si trovò a dover assicurare le conquiste fatte a causa:

  • di continue incursioni da parte di popolazioni germaniche insediate al di là del Reno;
  • di aiuti giunti ai Galli dalla Britannia.

Cosa decise di fare Cesare?

Cesare decise, nel 54 a.C., di fare una spedizione in Brittannia. Quindi, oltrepassato il Tamigi, sconfisse i Brittani, facendo molti ostaggi e imponendo loro tributi.

Cosa accadde nel 52 a.C.?

Nel 52 a.C. scoppiò una insurrezione guidata da Vercingetorige, re degli Arverni. Costui riuscì a mettere contro i Romani tutti i Galli, anche quelle popolazioni, come gli Edui, che erano sempre state alleate dei Romani.

Cesare attaccò Gergovia, la capitale degli Arverni, ma questi riuscirono a resistere ai suoi attacchi.

La tattica di Vercingetorige era quella di distruggere i raccolti e le città, in modo da impedire i rifornimenti dell'esercito romano, senza scontrarsi direttamente con esso.

Inizialmente questa tattica apparve vittoriosa, tanto che Cesare fu costretto a ritirarsi, ma quando i Romani, che stavano cercando di rientrare nella Gallia Narbonense, attaccarono Alesia, cincendola d'assedio, i Galli furono sconfitti.

Nel 51 a.C. tutta la Gallia divenne una provincia romana.

 
 
 


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