CAIO GRACCO

LE RIFORME DEI GRACCHI

Cosa accadde dieci anni dopo la riforma agraria?

Dieci anni dopo la riforma agraria, nel 123 a.C., il fratello di Tiberio, Caio Gracco, fu eletto tribuno della plebe.

Quale fu l'obiettivo di Caio Gracco?

L'obiettivo di Caio Gracco fu quello di farsi amici ma tutti quei gruppi che potenzialmente erano ostili alla nobiltà: gli Italici, la plebe, i cavalieri e tutti quelli che appartenevano al ceto commerciale e che erano esclusi dal potere.

Il fratello, invece, aveva cercato il consenso della sola plebe.

Quali furono i primi provvedimenti che fece approvare Caio Gracco?

Tra i primi provvedimenti che fece approvare Caio Gracco vi furono:

  • la legge frumentaria;
  • la legge giudiziaria.

In cosa consisteva la legge frumentaria?

La legge frumentaria prevedeva che venisse distribuito grano, ad un prezzo inferiore quasi della metà rispetto a quello di mercato, a favore dei proletari romani.

Il grano da distribuire era comprato con denaro proveniente dalla nuova provincia d'Asia.

La legge permise a Caio di ottenere il consenso del proletariato urbano. Inoltre, nel momento in cui questa classe sociale non era più nella miseria più assoluta, non era neppure facilmente manovrabile, da parte dei nobili, durante le elezioni politiche.

Cosa prevedeva la legge giudiziaria?

La legge giudiziaria modificò la composizione del tribunale che giudicava i reati di concussione nelle province, attribuendo tale compito ai cavalieri.

Sempre ai cavalieri venne affidato l'appalto per la riscossione delle tasse in Asia, nell'ex-regno di Pergamo.

Quali altre proposte fece Caio Gracco?

Caio Gracco propose anche:

  • la concessione della cittadinanza romana a tutti gli Italici, cosa che avrebbe portato alla distribuzione dell'agro pubblico anche tra costoro;
  • la fondazione di quattro colonie: due nell'Italia meridionale, una a Corinto e una a Cartagine detta colonia Iunonia. Esse avrebbero rappresentato una collocazione per i ceti meno abbienti di Roma in modo da risolvere in modo più efficace il problema della disoccupazione agricola;
  • un nuovo sistema di votazione dei comizi centuriali, il cui compito era quello di eleggere i magistrati e prendere le decisioni sull'entrata in guerra, in modo tale che non fossero sempre le centurie dei più ricchi a scegliere.

Come reagì il Senato alla proposta di Caio Gracco?

Le proposte di Caio Gracco furono viste con sospetto dal Senato, che temeva di veder diminuiti i propri potere.

I Senatori fecero leva sulla paura che la plebe aveva di dover dividere i propri privilegi con gli Italici.

Di conseguenza fu facile dividere gli oppositori dell'aristocrazia.

Quale fu la mossa successiva del Senato?

La mossa successiva del Senato fu quella di trovare un tribuno della plebe, Livio Druso, disposto ad accrescere il dissenso tra Caio Gracco e il proletariato urbano.

Egli, a tal fine:

  • dapprima pose il veto all'estensione della cittadinanza a tutti gli Italici;
  • successivamente presentò una proposta di legge per creare nel territorio italico 12 colonie, composte ciascuna da 3.000 uomini e non far pagare ai coloni l'affitto per le terre.

Caio fu rieletto come tribuno della plebe?

Quando Caio Gracco ripresentò la sua candidatura a tribuno della plebe per la terza volta non venne riletto (rispetto ai tempi del fratello era intervenuta una legge che consentiva il rinnovo delle cariche).

Al suo posto fu eletto Quinto Minucio Rufo fermo oppositore delle riforme proposte da Caio Gracco.

Come reagì l'aristocrazia?

Durante la discussione della legge per la fondazione della colonia a Cartagine scoppiarono dei tumulti e il Senato dichiarò lo stato d'assedio dando pieni poteri ai consoli.

I seguaci di Gracco si rifugiarono sull'Aventino dove furono sbaragliati: in un solo giorno ne furono uccisi circa 3.000.

Caio, dichiarato nemico pubblico e, di conseguenza, non più protetto dalla legge si fece uccidere, nel 121 a.C., da uno schiavo pur di non cadere nella mani dei suoi nemici.

Cosa accadde dopo la morte di Caio Gracco?

La morte di Caio Gracco rappresentò un duro colpo per le classi popolari.

La riforma agraria fu privata di ogni valore e si tornò appieno al latifondo con una nuova scomparsa della classe dei piccoli proprietari terrieri.

 
 
 


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