L'INSTABIITA' POLITICA DELL'IMPERO ROMANO

INSTABILITA' POLITICA DELL'IMPERO ROMANO NEL III SECOLO d.C.

Quali furono le conseguenze dell'instabilità politica nell'impero romano del III secolo d.C.?

Il III secolo d.C. fu caratterizzato da una profonda instabilità politica nell'impero romano.

Questo portò, innanzitutto, ad un clima di grande incertezza: si pensi, in alcuni momenti, furono eletti anche più imperatori contemporaneamente.

In secondo luogo si ebbe una grande sfiducia nelle istituzioni.

Perché la popolazione romana si sentiva minacciata?

La popolazione romana si sentiva minacciata su più fronti.

Da una parte, le province erano sempre più desiderose di autonomia tanto da arrivare, spesso, a ribellarsi a Roma. La crescente importanza delle province era dimostrata anche dal fatto che molti imperatori venivano proprio da queste.

Una seconda minaccia veniva dalle popolazioni barbariche che si trovavano lungo i confini nord-orientali e che spesso effettuavano delle incursioni nel territorio dell'impero.

Quali popolazioni barbariche rappresentavano maggiormente una minaccia?

Tra le popolazioni barbariche che rappresentavano maggiormente una minaccia vi erano:

  • i Germani che si spostavano verso occidente in quanto spinti da altre popolazioni dell'Europa centro-settentrionale;
  • i Goti provenienti dal Mar Baltico che, vivano in condizioni durissime ed erano attratti dalla vita dei Romani, più facile e ricca.

In che modo le incursioni dei barbari accentuarono la crisi militare dell'impero romano?

Le incursioni dei barbari accentuarono la crisi militare dell'impero romano in quanto le truppe venivano spostate là dove il pericolo era più imminente. Inoltre, molto spesso, si reclutavano persone del posto che avevano tutto l'interesse a difendere la propria terra.

Anche le risorse economiche venivano, per questa ragione, spostate nelle zone di confine.

Tutto ciò contribuì ad accrescere il ruolo dell'esercito e, al tempo stesso a ridurre l'importanza di Roma.

Anche l'imperatore risiedeva sempre meno a Roma e dimorava spesso in città del Nord vicine alle zone più a rischio, in modo da poter facilmente intervenire là dove c'era bisogno.

 
 
 


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