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Il Neolitico

 Il Neolitico: l'età della pietra nuova o della pietra levigata

 

 
Cosa significa la parola Neolitico? La parola Neolitico viene da due termini greci
  • neo che significa nuovo

e

  • líthos che significa pietra.

 

Il Neolitico è l'età della pietra nuova o età della pietra levigata. Questo nome deriva dal fatto che l'uomo, in questo periodo, imparò a lavorare la pietra e a renderla liscia, levigata.

 

Quando ebbe inizio il Neolitico? Il Neolitico iniziò circa 8.000 anni fa quando sulla Terra viveva già l'Homo sapiens sapiens.

 

Quando terminò il Neolitico?

 

Il Neolitico terminò circa 5.000 anni fa quando iniziò la Storia, nel 3000 a.C.
Cosa determinò il passaggio dal Paleolitico al Neolitico?

Due sono i principali cambiamenti che portarono al passaggio dal Paleolitico al Neolitico:

 

 

Per effetto di questi due profondi mutamenti l'uomo non fu più nomade, ma divenne sedentario.

Il cambiamento non avvenne in modo radicale, ma graduale. Il periodo che segnò il passaggio tra il Paleolitico (l'età della pietra antica) e il Neolitico (l'età della pietra nuova) è detto Mesolitico (l'età della pietra di mezzo).

 

Come cambiò, nel Neolitico, il modo di vivere dell'uomo? Quando l'uomo iniziò a coltivare i campi e ad allevare gli animali, aumentò il cibo che aveva a disposizione. Non aveva più bisogno di spostarsi per procurasi da mangiare, anzi per poter coltivare i campi e sorvegliare i raccolti aveva bisogno di rimanere sul posto.

L'uomo si fermò stabilmente in un luogo e nacquero i primi villaggi, cioè gruppi di case costruite una vicina all'altra.

 

Come erano le abitazioni nel Neolitico?

 

L'uomo del Paleolitico viveva nelle caverne e nelle capanne. Queste ultime erano fatte con pali, paglia, fango e pelli di animali.

Nel Neolitico l'uomo iniziò a costruire le prime case. Alcune travi di legno ne formavano la struttura, mentre i mattoni erano realizzati con argilla e paglia mescolati tra loro e lasciati seccare al sole dentro delle forme di legno. Le case erano prive di porte.

Le case erano formate da un'unica grande stanza centrale. In un angolo si trovava un focolare

Nelle abitazioni vi erano utensili come scodelle, piccole macine, vasi.

La vita del villaggio si svolgeva soprattutto all'aperto.

Le abitazioni fisse, però, potevano essere facilmente aggredite dai nemici o dagli animali feroci. Per questa ragione, verso la fine del Neolitico, l'uomo iniziò a costruirle nelle zone dove l'acqua rappresentava un ostacolo naturale rispetto ad eventuali attacchi. Nacquero così le palafitte

Le palafitte erano capanne costruite su dei lunghi pali conficcati sul fondo di un lago o di una palude. Esse erano collegate alla terraferma mediante delle passerelle che, durante la notte, venivano ritirate.

 

Come era organizzato il villaggio nel Neolitico? Nel Neolitico i villaggi erano costruiti vicino ai corsi d'acqua.

Nel villaggio vi erano:

  • le case dove abitavano le varie famiglie;
  • i forni usati per la cottura dell'argilla e dei metalli;
  • i granai nei quali venivano conservate le riserve di cibo e di semi.

 

Come erano divisi i compiti nel villaggio? Normalmente, nel villaggio, gli abitanti si dividevano i compiti.

Le donne tessevano la lana e alcune fibre vegetali in modo da ottenere i tessuti. Inoltre lavoravano le pelli degli animali. Sia i tessuti che le pelli di animali venivano usati per farne degli indumenti.

Gli uomini coltivavano la terra e allevavano gli animali. Altri costruivano vasi di argilla o fabbricavano utensili e armi fondendo i metalli.

L'uomo iniziò a specializzarsi sempre più nei lavori che svolgeva.

 

Come era organizzata la vita sociale nel villaggio? Il villaggio era formato da tante famiglie riunite insieme, legate da rapporti di parentela: esse formavano una tribù.

Ogni famiglia costituiva un clan e aveva un capo. In genere il capo era la persona più anziana della famiglia e prendeva le decisioni per tutta la famiglia. 

Le decisioni che riguardavano tutte le famiglie del villaggio venivano prese radunando insieme tutti i capi delle famiglie.

Per poter vivere in gruppo l'uomo iniziò a darsi delle regole.

Nascevano così dei gruppi di persone, chiamate comunità, che condividevano le stesse regole, le stesse abitudini, lo stesso linguaggio.

I componenti della tribù si riunivano insieme per pregare, danzare e onorare i morti.

 

Perché l'uomo iniziò a vivere nelle tribù?

Nel Paleolitico gli uomini, per procurarsi del cibo, dovevano raccogliere bacche e frutti e andare a caccia.

Per questa ragione essi vivevano isolati in piccoli gruppi e sparsi su dei vasti territori. Infatti, in una stessa zona, era difficile poter trovare il cibo sufficiente a sfamare tante persone.

Quando l'uomo scoprì l'agricoltura e l'allevamento, i figli, una volta divenuti adulti iniziarono a rimanere con i genitori e univano la loro famiglia con quella dei propri genitori. Per coltivare la terra e per allevare gli animali c'era bisogno di molte persone. Inoltre, un gruppo più grande riusciva a difendersi meglio dagli attacchi di eventuali nemici o di bestie feroci.

 

Quali utensili costruì l'uomo del Neolitico? L'uomo del Neolitico aveva imparato a levigare la pietra e ad ottenere da essa strumenti sempre più perfezionati come zappe, falci, asce, aratri, archi, frecce e lance.

Realizzava macine in pietra per schiacciare i chicchi dei cereali ed ottenerne la farina.

L'uomo scoprì l'argilla, cioè una terra che impastata con l'acqua diventa morbida e può essere lavorata per ottenere vasi, tazze, piatti.

Inoltre l'uomo imparò a lavorare i metalli.

 

Quali nuove attività si svilupparono nel Neolitico? In questo periodo si svilupparono la lavorazione della ceramica, l'artigianato e le prime forme di commercio.

Si sviluppò l'arte.

L'uomo cominciò a costruire dei monumenti per adorare i propri dei.

 

 

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