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La dittatura di Cesare

 Cesare, dittatore a vita, e le sue riforme

 

 
Come Cesare trasformò la repubblica in monarchia?  Dopo la vittoria di Munda, Cesare aveva trasformato la Repubblica romana in una vera e propria monarchia concentrando su di sé tutti i poteri politici.

Cesare era convinto che la Repubblica, oramai, risultava inadeguata rispetto ad una realtà storica sempre più complessa. Il Senato si era sempre preoccupato di difendere solamente gli interessi dei nobili e dei ricchi e aveva trascurato le esigenze del popolo e delle province. Il vasto impero venutosi a formare aveva bisogno di un governo forte ed unitario che tenesse conto dei bisogni di tutti. Le guerre civili ne erano una dimostrazione.

Cesare voleva concentrare tutti i poteri nelle sue mani. Così, anche se in passato aveva rifiutato  il titolo di re, ora fece trasformare la dittatura decennale, che il Senato gli aveva conferito in precedenza, in dittatura a vita (45 a.C.).

Egli divenne imperator, ovvero comandante in capo degli eserciti, si fece proclamare tribuno della plebe e pontefice massimo, assumendo su di sé tutti i poteri dello Stato.

 

Come usò Cesare la sua autorità? Cesare usò la sua autorità per creare a Roma un clima di pace.

Fu clemente nei confronti:

  • dei seguaci di Pompeo, con lo scopo di crearsi il consenso tra i membri dell'aristocrazia senatoria;
  • e con coloro che accettavano il suo potere.

 

Tuttavia egli si rivelò inflessibile nei confronti di coloro che si ribellavano alla sua autorità.

Diede vita ad una profonda opera di riforma in campo politico, economico e giuridico.

 

Quali furono le riforme apportate da Cesare in campo politico ed amministrativo? In campo politico ed amministrativo, Cesare:
  • inviò 80.000 cittadini nelle colonie d'oltremare con lo scopo di ripopolare i centri urbani disabitati e i campi, ma anche al fine di romanizzare le province;
  • fondò colonie romane anche in zone lontane dalla capitale;
  • aumentò il numero dei senatori da 600 a 900, facendo entrare nel Senato anche molti ex-ufficiali legati a lui, nonché rappresentanti della Spagna e della Gallia;
  • riformò il sistema degli appalti in modo da evitare le possibili speculazioni dei pubblicani;
  • rivide la composizione dei tribunali scegliendo i suoi membri per metà tra i senatori e per metà tra i cavalieri.

 

Cesare desiderava che i popoli sottomessi considerassero Roma, non come una nemica da temere e contro la quale ribellarsi, bensì come un'alleata che incoraggiava il loro progresso economico e civile. Cercò di favorire il processo di romanizzazione delle province, attraverso l'uso del latino e l'applicazione della legge romana, con lo scopo di ridurre la rivalità esistente tra l'Italia e i territori occupati.

 

Quali furono le riforme apportate da Cesare in campo economico? In campo economico Cesare:
  • assegnò terre ai veterani delle sue legioni;
  • promosse grandi lavori pubblici a Roma e in tutto l'impero al fine di ridurre la disoccupazione;
  • favorì lo sviluppo delle attività industriali e commerciali;
  • tentò di impedire che la concorrenza dei latifondisti fosse dannosa per i piccoli proprietari terrieri;
  • tutelò il lavoro libero rispetto a quello servile.

 

 

Quali furono le riforme apportate da Cesare in campo giuridico? In campo giuridico Cesare:
  • riordinò il diritto civile e raccolse in alcuni volumi le leggi più importanti;
  • vietò il delitto politico, cioè l'uccisione o la condanna a morte di un cittadino senza un regolare processo;
  • combatte il disprezzo della legge che orami era molto diffuso a Roma.

 

 

Quali altre riforme furono attuale da Cesare? Cesare riformò il calendario, in modo che questo corrispondesse meglio al corso del sole e delle stagioni.

Stabilì che l'anno fosse composto da 12 mesi, portò i giorni dell'anno a 365 e aggiunse un giorno a febbraio ogni 4 anni.

Questo calendario fu detto giuliano dal nome di Giulio Cesare e rimase in uso fino al 1582.

 

 

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