I MAGISTRATI DELLA REPUBBLICA

LA MAGISTRATURA REPUBBLICANA E LE SUE CARATTERISTICHE

Cosa si intendeva per magistratura nell'antichità?

Nell'antichità, per magistratura, si intendeva un'alta carica pubblica a carattere elettivo.

I magistrati della Repubblica erano, quindi, cittadini che ricoprivano cariche pubbliche.

Quali erano le caratteristiche della magistratura repubblicana?

Le caratteristiche della magistratura repubblicana erano tre:

  • annualità;
  • responsabilità;
  • collegialità.

In cosa consisteva l'annualità della carica dei magistrati?

L'annualità implicava che tutti i magistrati, ad eccezione dei censori, restavano in carica un anno.

Questa regola fu ferrea per tutta la durata della Repubblica. Solamente verso la sua fine si ebbero delle eccezioni che preannunciavano un ritorno al principato.

Inoltre, una volta eletto, il magistrato non poteva essere destituito neppure dal popolo.

In oltre essi non potevano essere rieletti se non dopo 10 anni.

Quali erano i pregi e i difetti dell'annualità dell'incarico dei magistrati?

L'annualità dell'incarico dei magistrati presentava dei pregi e dei difetti.

Aveva il pregio che, una volta che il magistrato cessava di esercitare le sue funzioni pubbliche poteva essere chiamato a rispondere del suo operato in sede civile e penale. Questa era la seconda caratteristica della magistratura, ovvero la responsabilità.

Il difetto dell'annualità dell'incarico dei magistrati erache mancava una continuità alle scelte politiche e alla conduzione militare dovuta all'alternarsi dei magistrati. Si creavano, così, delle situazioni di incertezza nell'adozione dei piani militari e nell'esecuzione degli ordini compromettendo l'efficacia dei Romani nei combattimenti.

Quale soluzione fu adottata per evitare tali inconvenienti?

Per evitare tali inconvenienti fu adottata la pro-magistratura: si istituirono le figure dei proconsoli e dei propretori: si trattava di consoli e pretori che, una volta terminata la loro carica, continuavano a comandare l'esercito.

La loro nomina spettava al Senato che creava, così, dei magistrati di fatto, la cui nomina non competeva ai Comizi.

In cosa consisteva la collegialità della carica dei magistrati?

La collegialità dei magistrati consisteva in un reciproco controllo: ogni magistrato poteva opporsi all'iniziativa di un altro magistrato attraverso l'intercessione, ovvero una sorta di diritto di veto. Ciò serviva ad evitare ogni possibile abuso.

Tuttavia, in caso di guerra, il diritto di veto non era ammesso per ragioni di sicurezza.

 
 


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