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La guerra di Troia

 La conquista di Troia da parte dei Micenei

 

 
Quando scoppiò la guerra di Troia?

 

La guerra di Troia scoppiò intorno al 1200 a.C., quando i Micenei iniziarono ad espandersi verso l'Asia Minore.
Dove si trovava la città di Troia? La città di Troia si trovava nelle vicinanza di quello che, all'epoca, era chiamato Ellesponto, ovvero l'attuale Stretto dei Dardanelli.

Essa aveva una posizione strategica che permetteva di controllare i traffici tra il Mar Egeo e il Mar Nero.

Inoltre si pensa che Troia fosse un grande emporio di oro e argento e che qui giungesse la giada proveniente dalla Cina.

La città di Troia
Perché scoppiò la guerra di Troia? Molto probabilmente la guerra di Troia scoppiò perché i Micenei volevano conquistare l'Anatolia settentrionale in modo da poter espandere i propri commerci nell'entroterra asiatico. Ciò, però, non spiegherebbe perché una volta conquistata la città essi ripartirono per le loro terre.

Secondo altri studiosi questa sarebbe stata solamente una delle tante imprese da corsari dei Micenei.

 

Cosa racconta l'Iliade in merito alla guerra di Troia?

Il poema dell'Iliade, attributo al poeta cieco di nome Omero, racconta un'altra versione delle cause che portarono allo scoppio della guerra di Troia.

Secondo tale leggenda Eris, dea della discordia, non fu invitata alle nozze dei genitori di Achille. Ella, per vendicarsi, durante il banchetto delle nozze fece cadere sulla tavola una mela d'oro con sopra scritto "Alla più bella del mondo".

Iniziò, allora, una discussione tra le dee Era (moglie di Zeus), Atena (dea della saggezza) e Afrodite (dea dell'amore) per chi doveva essere considerata la più bella, ma Zeus decise che fosse un uomo, Paride, figlio del re di Troia Priamo, a stabilire a chi sarebbe andata la mela.

Ognuna delle dee, per ottenere la mela, promise qualcosa in cambio a Paride:

  • Era promise a Paride che, se avesse dato a lei la mela, gli avrebbe concesso ricchezza e potenza;
  • Atena gli promise la saggezza e l'invincibilità;
  • Afrodite gli promise che gli avrebbe fatto sposare la donna più bella del mondo.

 

Paride decise di dare la mela ad Afrodite. Così la dea  fece innamorare Paride e la bella Elena, moglie di Menelao e cognata di Agamennone, re miceneo. Paride rapì Elena: per questa ragione Menelao si unì con altri re Micenei per attaccare Troia, come risposta all'offesa ricevuta.

La guerra durò 10 anni e si concluse solo grazie allo stratagemma del cavallo di Troia.

I Micenei finsero di lasciare Troia e ripartire in mare, ma in realtà attraccarono le navi presso un'isola vicina. Prima di partire lasciarono sulla spiaggia un cavallo di legno escogitato da Ulisse. I Troiani pensarono che il cavallo fosse un dono dei Micenei agli dèi per ingraziarseli per il viaggio di ritorno. Così portarono il cavallo all'interno delle mura della città e festeggiarono tutta la notte. In realtà, all'interno del cavallo vi erano i soldati micenei, tra i quali c'era anche Ulisse. Quando i Troiani si furono addormentati, i soldati uscirono dal cavallo, aprirono le porte della città e fecero entrare il resto dell'esercito e la città di Troia fu distrutta.

 

Chi erano gli aedi e i rapsodi? Aedi e rapsodi erano cantori e poeti girovaghi che narrarono la storia della guerra di Troia. I loro racconti sarebbero alla base dell'Iliade e dell'Odissea, i due poemi scritti da Omero.

 

Qual è la validità storica dell'Iliade e dell'Odissea? Omero, nelle sue opere, raccontò gesta di molti secoli prima che, per anni erano state affidate alla tradizione orale degli aedi e dei rapsodi. Per questa ragione sicuramente esse non possono avere la validità di un testo storico in quanto il racconto orale portò aggiunte, modifiche e aggiustamenti, ma sicuramente la guerra dei Micenei contro Troia è realmente accaduta.

L'Iliade e l'Odissea permettono, in ogni modo, di ricostruire gli usi, i costumi e le consuetudini della civiltà micenea.

 

Esistono dei riscontri sulla reale esistenza della città di Troia? Nel 1870 il commerciante tedesco Heinrich Schliemann, appassionato di archeologia, tenendo conto della descrizione di Troia fatta da Omero nell'Iliade, effettuò degli scavi nei pressi di un villaggio turco.

Egli trovò resti di mura, gioielli, diademi e pensò di aver trovato la città di Troia e il tesoro di Priamo. In realtà, degli scavi successivi portarono alla luce nove strati di un'antica città: ogni strato corrispondeva ad una città diversa. Il settimo di questi strati è la città cantata da Omero.

 

 

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