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Come combattevano i Romani

 Tecniche di combattimento dei Romani

 

 
Le tecniche di combattimento dei Romani rimasero immutate nel tempo?

 

Le tecniche di combattimento dei Romani non rimasero immutate nel corso del tempo.

Quale fu la tecnica usata inizialmente? La tecnica usata inizialmente fu quella del combattimento a falange.

Uno squadrone chiuso formava un blocco e cercava di spezzare lo schieramento nemico. 

Come cambiarono le tecniche di combattimento usate dai Romani? Successivamente i Romani abbandonarono la tecnica a falange per disporsi su tre file:
  • la prima era formata dai soldati più giovani e con minore esperienza;
  • la prima e la seconda fila formavano gli antepilani;
  • l'ultima fila era formata da soldati più maturi ed esperti.

 

Le prime due file iniziavano la battaglia lanciando, tutti insieme, i loro giavellotti sugli avversari.

Successivamente la prima linea assaltava i nemici con la spada, mentre le altre due seguivano lo svolgimento del combattimento senza intervenire. I Romani erano abilissimi nell'uso della spada.

Quando i nemici iniziavano ad essere in difficoltà, interveniva la seconda linea e, solo se era necessario, anche la terza. In questo modo era più facile sconfiggere i nemici ormai stanchi.

Questo schieramento offriva ai Romani una grande liberà di manovra su ogni tipo di terreno e permetteva loro di usare le proprie forze a poco a poco.

 

Quali macchine da guerra venivano usate dai Romani? Durante gli assedi delle città, i Romani usavano l'ariete e le torri di legno: due macchine da guerra già impiegate presso i Greci, ma perfezionate dai Romani.

L'ariete era formato da una trave molto grande e lunga, dotata di una pesante testa di ferro legata ad una impalcatura da una serie di corde. Esso, azionato da molti soldati, veniva usato per colpire le mura di cinta in modo da abbatterle.  

Le torri di legno, erano torri quadrate realizzate in legno e montate su ruote. Esse venivano avvicinate alle mura della città assediata in modo da poter giungere sulla loro cima. Da lassù i soldati lanciavano pietre e frecce sugli avversari che, in questo modo, erano costretti ad allontanarsi. A quel punto i soldati romani potevano scendere nella città assediata.

 

 

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