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La riforma economica di Diocleziano

 Come Diocleziano cercò di risanare l'economia dell'impero romano

 

 
Come Diocleziano cercò di risanare l'economia dell'impero romano?

 

Diocleziano cercò di risanare l'economia dell'impero romano attraverso:
  • una riforma fiscale;
  • una riforma monetaria;
  • un calmiere dei prezzi;
  • stabilendo l'ereditarietà dei mestieri.

 

 

Qual era l'obiettivo della riforma fiscale di Diocleziano?

 

La riforma fiscale di Diocleziano aveva come obiettivo quello di garantire delle entrate fisse alle casse dello Stato.
In cosa consisteva la riforma fiscale di Diocleziano? La riforma fiscale di Diocleziano consisteva nella introduzione di due tipi di imposte:
  • la capitatio, che si applicava sul reddito di ogni individuo;
  • la jugatio, che colpiva i terreni in base alla loro estensione. Per applicare tale imposta si ricorse ad un catasto, ovvero una sorta di elenco delle proprietà possedute da ogni famiglia. Tale elenco veniva aggiornato ogni 5 o 10 anni.

 

 

In cosa consisteva la riforma monetaria di Diocleziano e quali effetti ebbe?

 

La riforma monetaria di Diocleziano consisteva nella introduzione di una moneta d'argento e in un aumento della quantità di metallo pregiato in essa contenuta.

Questa manovra non ebbe un esito positivo dato che la gente preferiva conservare la moneta come bene-rifugio, piuttosto che usarla nei pagamenti. Di conseguenza, essa, scomparve ben presto dalla circolazione.

 

In cosa consisteva il calmiere dei prezzi voluto da Diocleziano e quali effetti ebbe? Nel 301 d.C., Diocleziano promulgò l'Edictum de pretiis, ovvero un calmiere dei prezzi il cui obiettivo era quello di frenare il continuo aumento dei prezzi delle merci. In questo modo nessuna merce poteva essere venduta ad un prezzo più alto rispetto a quello fissato dallo Stato.

Questo provvedimento, però, favorì il ricorso alla borsa nera, cioè alla vendita delle merci di nascosto ad un prezzo superiore rispetto a quello stabilito dal calmiere.

 

In cosa consisteva l'ereditarietà dei mestieri voluta da Diocleziano e quali effetti ebbe? Diocleziano pensò di risolvere il problema dell'abbandono delle campagne e delle altre attività lavorative meno redditizie stabilendo l'ereditarietà dei mestieri.

In questo modo, i contadini, gli artigiani e i commercianti non potevano lasciare il proprio lavoro e anche i loro figli dovevano proseguire il lavoro dei padri.

Questo provvedimento avrebbe, secondo Diocleziano, avuto effetti positivi anche sul gettito fiscale dato che, quando moriva un contribuente gli subentrava automaticamente il figlio, in modo tale da non modificare le entrate dello Stato.

L'ereditarietà dei mestieri portò alla formazione, per la prima volta nella storia romana, delle caste chiuse. Essa fu molto combattuta, soprattutto dai contadini. Molti di loro, non riuscendo più a pagare le tasse e a ricavare dal terreno il necessario per il proprio sostentamento, preferivano vendere i terreni ai grandi proprietari e lavorare i campi come dipendenti. In questo modo i latifondisti accrescevano sempre più le terre possedute.

 

 

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